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sabato 23 novembre 2019

Crescere la tua autostima con tecniche semplici e funzionali

Ognuno di noi è unico e irripetibile, ha talenti e potenzialità che possono essere riconosciuti e sviluppati.
Possiamo definire l'autostima come la percezione soddisfacente del proprio valore e delle proprie capacità.

Come ti valuti? Che voto ti dai? Ti giudichi?

Diversi studi hanno evidenziato come ci sia una netta correlazione tra il livello di autostima e il successo nella vita. Se hai un'alta valutazione di te stesso, è molto più probabile che tu riesca a vivere una vita piena ed appagante. Ma se così non fosse?

L’autostima è qualcosa che, come quasi tutto il resto, si può imparare.

E aggiungo: si può imparare molto velocemente.

E i risultati si vedono subito: una volta imparato ad avere una alta considerazione di te stesso o te stessa, la visione del tuo mondo prima, e il tuo mondo stesso poi, cambia radicalmente.

  • Cambia la tua capacita di comunicare con gli altri: diventi più persuasivo ed efficace.
  • Cambia il tuo carisma, perché diventi più attraente, già dal solo modo in cui ti muovi.
  • Cambia la tua capacità di affrontare le sfide.
  • Aumenta il tuo coraggio.
  • Aumenta la tua capacità e prontezza decisionale.
  • Migliora la qualità della tua vita.
Dunque se pensi che la tua autostima potrebbe non essere al livello che desideri c'è un corso che ti consiglio e che ti aiuterà davvero: COME AUMENTARE L'AUTOSTIMA



Il corso è stato creato da Max Formisano un esperto della crescita personale, ha pubblicato 7 libri, tra cui “Public Speaking per tutti” e i best seller “Produttività 300%” (con prefazione di Italo Pentimalli), “Se solo potessi” (con prefazione del “guru” del management americano, Stephen M.R. Covey).
Ha creato decine di corsi multimediali: dalla produttività al parlare in pubblico a formare i formatori. E’ stato intervistato da Repubblica, Sky, Il Giornale, Rai2, il Messaggero, Millionaire e altri. Ha creato la metodologia S5® e la Crescita Personale Semplificata®.


giovedì 13 dicembre 2012

Aumentare l'autostima guardandosi dentro


Occorre riflettere su un punto: nessuno meglio di te può esserti alleato, volere il tuo bene, conoscere i tuoi bisogni, essere sempre presente e disponibile. Questo non è un obiettivo ideale da raggiungere, ma una condizione fisiologica: così come ogni organo del corpo fa la sua parte perché la salute vinca sulla malattia, perché ogni tessuto venga nutrito a dovere, allo stesso modo

La legge della natura vuole che ogni parte di te cooperi per la tua felicità, il tuo benessere, il soddisfacimento dei tuoi bisogni veri. Il segreto per ritrovare l’autostima è dunque quello di volgere lo sguardo in una sola direzione, verso di sè.

Se é vero che il viaggio verso l’autostima comincia e finisce con noi stessi, è altrettanto certo che  viviamo ogni giorno immersi in una realtà fatta di relazioni con gli altri. Dai rapporti di lavoro a quelli in famiglia e nella coppia, sono tante le occasioni nelle quali la nostra autostima è messa alla prova. In questo volume l’autore spiega come fare per sentirci sicuri e fiduciosi in ogni circostanza.
http://www.riza.it/news/2011/3483/l-autostima.html



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giovedì 5 gennaio 2012

Le 5 regole dell’autostima


Le 5 regole dell’autostima
1 – L’accettazione
Devi riconoscerti il diritto di avere delle opinioni, dei pensieri, dei comportamenti. E accettarli, non denigrarli o negarli mai.
Nella vita di tutti i giorni, quindi, devi sforzarti di esprimere il tuo punto di vista nelle discussioni, anche se va contro la posizione degli altri, e anche se immagini che non sia interessante.
Per iniziare, prova a farlo con un pubblico ristretto, in famiglia, per esempio.
 Poi, quando inizi a sentirti più a tua agio, esprimi la tua opinione ai tuoi amici. E, alla fine, prova a farlo in ufficio, con i colleghi e durante le riunioni.

Incomincerai ad aumentare la tua autostima

2 – L’affermazione
Sii autentica nelle tue relazioni, non cercare di forzare la realtà per piacere agli altri. Non copiarli, perché ognuno possiede il proprio modo di esprimersi. Per esempio, prova a comprare dei vestiti che ti piacciano davvero, invece di copiare sempre il look della tua amica super chic! Osa: dì al tuo partner che non hai amato per niente quel film che, invece, a lui è piaciuto tanto.

Pensare a se stessi non è egoismo, ma un espressione di noi e l'autostima cresce!

3 – Fissa degli obiettivi
Delle sfide quotidiane. Per farlo, devi conoscere le tue capacità e i tuoi limiti, fissandoti degli obiettivi realizzabili. Vai piano, per gradi, aumentando progressivamente la difficoltà delle tue prove. In seguito, osserva i risultati per renderti conto di cosa hai bisogno di cambiare in te stessa. Analizzare i propri errori permette di capire dove si è sbagliato evitando, così, di ripeterli.

Le sfide sono ciò che ci dà energia, una volta che ci scopriamo in grado di affrontarle l'autostima si rinforza.

4 – Sdrammatizza
Ripeti mattina e sera: “posso riuscirci”, “ho le capacità per questo lavoro” o “sono la migliore”... Il pensiero positivo ti permette di recuperare un pò di fiducia in te stessa e smettere di vedere tutto nero. Ma se vuoi che questo metodo sia efficace, devi credere davvero nelle tue forze!

Ottomismo = Più autostima

5 – Affronta le situazioni che temi
Invece di evitare le situazioni che ti mettono a disagio, devi affrontarle e andare avanti. Non abbassare lo sguardo quando ti guardano, se uno sconosciuto ti rivolge la parola, rispondi e rilancia la discussione... La cosa più importante è fare nuove esperienze per poter affrontare, un po’ alla volta, le situazioni che ti angosciano di più.http://www.alfemminile.com/scheda/psiche/f15490-come-avere-maggiore-fiducia-in-se-stessi.html

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domenica 20 marzo 2011

Cosa fare per imparare a stare bene con gli altri e vivere bene

A prescindere dalla quantità di autostima di cui ritenete di aver bisogno, ci sono almeno quattro regole da tenere a mente per vivere bene con se stessi e imparare a stare bene con gli altri. Vediamo quali sono.

1) Cerca l’equilibrio interiore: tenendo conto che sono le proprie decisioni, e non le condizioni della vita, a determinare il destino di ciascuno. Anche piacersi è frutto di un saldo equilibrio interiore e solo dopo che lo avrete trovato vi potrete sentire in piena forma.

2) Ridere fa bene allo spirito, e aiuta a risollevare il morale. Imparate a convivere con le emozioni e i sentimenti anche negativi, considerandoli parte integrante di qualsiasi persona. Se sopraggiungono momenti di paura, incoraggiatevi come fareste con il vostro migliore amico.

3) Annota ciò che ottieni di positivo. Ponetevi degli obiettivi alla vostra portata: una promozione sul lavoro, una dieta per buttare giù qualche chilo di troppo. Raggiungerli vi aiuterà ad avere più fiducia in voi stessi. Un aiuto in più: appuntate in un diario quello che di positivo avete fatto durante la giornata e gli obiettivi raggiunti. Servirà a farvi vivere più in armonia.

4) Ascolta le critiche degli altri. Ascoltate i vostri limiti e non rimproveratevi troppo, piuttosto meditate sulle critiche che gli altri vi rivolgono: l’autostima nasce dalla capacità di ascoltare gli altri. Ma non fatevi condizionare dal giudizio altrui.

5) Non rimuginare sulle sconfitte: meglio farne tesoro per non sbagliare in futuro.
http://it.lifestyle.yahoo.com

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domenica 21 novembre 2010

L'autostima come difesa dalle critiche della gente

"Stai sbagliando tutto"
 "Se fai così non vali niente"
 "Sei sempre il solito"
 "Non hai ambizione"
 "Mi hai deluso". 

Sono solo alcuni degli "attestati di disistima" con cui a volte le persone che ci circondano, siano essi famigliari amici o conoscenti, tentano di condizionare la nostra vita.
Persone ipercritiche che hanno sempre da dire sul nostro modo di essere e agire e che, se glielo permettiamo, possono influenzare molto negativamente la nostra esistenza, compromettendo la nostra autostima. Ecco perché se sentiamo di essere sotto pressione, dobbiamo impedire che ciò accada. Questo è possibile fin da subito, se consideriamo che questa situazione di giudizio continuo è stata creata... anche da noi. Vediamo come.

Autostima: critiche sì, ma... costruttive

Una critica ferisce solo chi lo permette, chi cioè è "in guerra" con parti del proprio carattere che preferisce nascondere a sé e agli altri, giudicandole gravemente sbagliate. Di fronte alla critica, chi coltiva questa "personalità negata" si sente subito colpito in una "zona sensibile", si mette sotto accusa e, in definitiva, è tutto sommato d'accordo con la critica che gli viene fatta, per cui finisce per esserne schiacciato. Non ha insomma valide difese da opporre. Spesso, inoltre, chi subisce distruttivamente le critiche è una persona che, a sua volta, critica spesso e volentieri gli altri, senza però riuscire a esprimere verbalmente i propri giudizi e tenendosi tutto dentro.

La tecnica che vi proponiamo ha lo scopo di sviluppare la serena consapevolezza di sé che è la base dell'autostima. Questa vince l'insicurezza e ci fa uscire dal circolo vizioso delle critiche e delle autoaccuse.

Autostima: la tecnica per riconquistare la consapevolezza di sé

Prendi un notes e da oggi, per una settimana, trascrivi, quando ti è possibile, tutti i giudizi e le critiche sugli altri e su te stesso che fai - anche solo mentalmente - durante la giornata. Scrivi e chiudi subito il notes senza rileggere. Al settimo giorno aprilo e osserva la tua "produzione". Ti accorgerai di quanto il tuo pensiero sia inquinato da giudizi continui che t'impediscono una visione diretta della realtà e di quante critiche ti fai che coincidono con quelle che ricevi.

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Nella settimana successiva raccogli e trascrivi, con lo stesso metodo, le critiche che ti vengono fatte da altri, in ogni ambito, e al settimo giorno rileggile e "contemplale". Ti accorgerai che non sono di più di quelle che hai pensato tu stesso e che riguardano aspetti del tuo carattere e della tua vita che tu stesso senti problematici e irrisolti. Ciò non vuol dire che siano critiche giuste, ma ti segnalano anzi che ti colpiscono solo perché ti ci riconosci. Quando infatti riguardano ciò su cui ti senti sicuro, non ci fai neanche caso.

Ora prendi sia i fogli con le tue critiche, sia quelli con le critiche degli altri e strappali diverse volte. Distendi i pezzi sul tavolo e mescolali con le mani in modo da costruire un unico gigantesco foglio-puzzle. Lì sono raccolti tutti i pensieri che impediscono a te e agli altri di entrare in relazione in senso vero, lì c'è tutto il superfluo della mente che appesantisce le tue azioni e la tua autostima. Prendi tutti i pezzi di carta, fanne un'unica palla e, in un luogo sicuro, bruciala. Osserva come ritorna a essere fumo ciò che era già fumo in partenza, nella mente nostra e altrui, ma a cui si dava invece un valore assoluto.

Quando la carta ha cessato di bruciare, mettiti comodo dove tu vuoi e lascia che i pensieri che ti si presentano spontaneamente possano fluire liberamente, qualsiasi essi siano, se ci sono. Potrebbe venirti voglia di riposare, o di guardare dalla finestra, o di piangere, di ridere, di chiamare amichevolmente uno dei tuoi "critici"o altro ancora. Non opporti a niente.http://www.riza.it/

giovedì 23 settembre 2010

L'autostima ci aiuta a sentirci bene e accettati


Ti senti spesso inadeguata ad affrontare le sfide che ti si presentano giorno per giorno? Hai poca confidenza con te stessa e per questo non ti senti a tuo agio ovunque? Ecco come fare per scoprire il capitale di autostima che è in te, secondo il consiglio di esperti e psicologi.

1. Sorridi. Se ti fanno un complimento, ad esempio, meglio sorridere e ringraziare. Ciò, oltre a fare bene, ti farà apparire più sicura davanti agli occhi altrui.

2 . Non pensarci. E’ importante riflettere sulle proprie azioni, ma stare lì a rimuginare senza senso toglie energie e risorse preziose.

3. Non chiedere sempre scusa. E’ un errore che ti farà apparire insicura.
 Meglio dire: posso disturbarti?

4. Pancia in dentro e petto in fuori. Ce lo dicevano le nonne e forse sarebbe meglio adeguarsi. Un portamento fiero, con le spalle dritte ti farà sentire padrona della situazione.

5. Muoviti. Allenati tanto, perché il movimento fa aumentare le endorfine che hanno un forte potere calmante, danno benessere, sicurezza e rendono smaglianti.

giovedì 6 maggio 2010

Frasi da 'Il Guerriero della Luce'

* Il guerriero sa che nessun uomo È un'isola. Non può lottare da solo. Quale che sia il suo piano...
...Ha bisogno di discutere la sua strategia, di chiedere aiuto e, nei momenti di riposo, di avere qualcuno a cui raccontare le storie di battaglia intorno al fuoco.

* Un guerriero della luce ha bisogno di amore. L'affetto e la tenerezza fanno parte della sua natura...
... quanto il mangiare, il bere e il piacere del Buon Combattimento. Quando il guerriero non si sente felice davanti al tramonto, c'È qualcosa di sbagliato.

* Un guerriero sa di avere dei difetti. Ma sa anche di non poter crescere da solo, e di non poter allontanarsi dai compagni.

* Il guerriero sa che È libero di scegliere ciò che desidera...
... le sue decisioni sono prese con coraggio, distacco e, talvolta, con una certa dose di follia.

* Un guerriero della luce presta attenzione agli occhi di un bambino.
Perchè quegli occhi sanno vedere il mondo senza amarezza. Quando desidera sapere se chi sta al suo fianco è degno di fiducia, cerca di vedere la maniera in cui lo guarda un bambino.

* Il guerriero della luce crede. Poichè‚ crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere. Poichè‚ ha la certezza che il suo pensiero può modificare la vita, la sua vita comincia a mutare. Poichè‚ È sicuro che incontrerà l'amore, l'amore compare.

* Un guerriero responsabile ha saputo osservare e istruirsi. Ma È stato capace di essere anche "irresponsabile": a volte si È lasciato trascinare dalla situazione, e non ha risposto non ha reagito. Ma ha imparato la lezione: ha assunto un atteggiamento, ha ascoltato un consiglio, ha avuto l'umiltà di accettare aiuto.

martedì 9 febbraio 2010

L'autostima delle donne


Evita di pensare che una scarsa autostima sia un problema puramente legato all’esteticità o alla povertà.
Ovvero: le donne belle e ricche hanno una buona autostima, le donne povere e brutte, hanno una scarsa autostima.

No! Non è così che funziona. La scarsa autostima è un problema slegato dal fattore bellezza o bruttezza, dall’avere o non avere i soldi.

Molte delle donne con le quali ho lavorato erano belle; altre erano ricche, o con una buona posizione sociale; in qualche caso, addirittura belle e ricche contemporaneamente!

Viceversa, una delle donne che ho conosciuto ultimamente e che ha una carica emotiva fantastica e un’autostima a 1000, è bassa di statura, un po’ cicciotella ed ha gli occhiali. Pensi che lei si faccia dei problemi per le sue “non perfette misure da modella”?

Assolutamente no: è un vulcano di simpatia, d’idee e di voglia di vivere. A dimostrazione che una sana autostima non è appannaggio di una donna bella o ricca. Bensì di chi sa coltivarla ed alimentarla.

sabato 17 ottobre 2009

Essere se stessi

Ognuno di noi è unico e irripetibile, ha talenti e potenzialità che possono essere riconosciuti e sviluppati. La volontà è la capacità di dare fiducia a ciò che si è e di avviarsi verso ciò che si può diventare.


La volontà è la funzione più importante e caratteristica dell'essere umano. Ben lungi dall'essere una rigida pratica che forza a fare ciò che "si deve fare", o non fare ciò che "non si deve fare", come spesso viene fraintesa, la volontà è l'arte di "essere e agire", è la capacità di mettersi profondamente in contatto con se stessi e di attivarsi per trasformare da potenza in atto capacità, talenti, progetti, sogni.

Fino a quando non arriva un momento nella nostra vita in cui ci fermiamo a chiederci "chi sono io?", "cosa voglio dalla vita?", "cosa la vita vuole da me?", non viviamo, sopravviviamo semplicemente. Confesso che ho vissuto, le famose memorie di Pablo Neruda, sono - già del titolo - un inno al coraggio di vivere in modo autentico che ha una potenza maggiore di qualsiasi disquisizione teorica. E' questa la volontà di cui parliamo, quella capace non tanto di trovare le risposte quanto di porsi le domande, capace di mantenerci sempre attenti a come il mondo risuona in noi e come, a nostra volta, possiamo risuonare nel mondo.

Il nostro modo di essere nel mondo si costruisce attraverso stimoli esterni, l'esperienza, la relazione con gli altri, i condizionamenti acquisiti e subiti, ma si costruisce anche a partire dell'interno, dalla nostra natura unica e irripetibile e dall'impegno che decidiamo di prendere nei confronti di quanto ci succede, assumendo un atteggiamento più o meno attivo o passivo.

Volontà è, prima di tutto, essere presenti a se stessi: essere capaci di sentire cosa si prova, cosa si sente, cosa si pensa. In secondo luogo, è valutare, in ogni situazione, come si vuole rispondere, senza farlo in modo automatico, ma decidendo, volta per volta, la risposta più adeguata alla situazione, in modo da non essere "vittime" del proprio carattere, di comportamenti stereotipati, o di una presunta spontaneità che a volte può solo nascondere la pigrizia di cambiare.

Sì, perché volontà vuol dire cambiare, non per diventare "altro" ma proprio per scartare ciò che è "altro" e riavvicinarsi, progressivamente, a ciò che si è veramente, che va scoperto a poco a poco, con l'esercizio, con l'attenzione, con l'affetto che spetta a noi darci, in prima persona. Non è mai un forzare, quindi, né aderire a modelli imposto da altri, è un impegno costante nei confronti di se stessi, per diventare ciò che si è e si può diventare, concretamente.

Sconcertante, vero? Ma allora, che cosa è questa volontà, come si conosce, come si sviluppa, come si usa?

Uno degli autori che maggiormente si è concentrato sullo studio e sull'attivazione della volontà è Roberto Assagioli, il padre della Psicosintesi, che le ha dedicato un intero libro, oggi un classico della psicologia umanistica: L'atto di volontà (ed. Astrolabio). Assagioli descrive questa facoltà come la capacità di percepirsi come "soggetto vivente", dotato del potere di scegliere, di costruire rapporti, di operare cambiamenti nella propria personalità, negli altri, nelle circostanze; e paragona la sua funzione a quella del direttore d'orchestra, che deve conoscere, "accordare" e coordinare tra loro i diversi strumenti musicali di cui ogni essere umano è composto, i diversi aspetti, tratti di carattere, sfumature di personalità, ruoli e modo di essere che fanno parte di quel complesso insieme che chiamiamo "io".


La volontà non si studia in teoria, si sperimenta, si allena, si rafforza. Abbiamo tutti una volontà, ma spesso non lo sappiamo o non la utilizziamo, se non sporadicamente, ma non è mai troppo tardi per svilupparla di più!

Per esercitarsi

La ginnastica della volontà

Esercizi piccoli, ma ripetuti con costanza, è questo il segreto. Si sceglie un'azione, anche non impegnativa, da ripetere ogni giorno, per un periodo definito. Per esempio, lucidare le scarpe, riporre al loro posto oggetti che normalmente si lasciano in giro, leggere una poesia o una pagina di un determinato libro. Classici sono gli "esercizi inutili" in cui, per esempio, si rovescia una scatola, di fiammiferi e li si rimette dentro uno ad uno ripetendosi internamente "lo faccio perché lo voglio".

Alimentazione psicologica

Siamo in continua interazione con il mondo che ci circonda e le diverse situazioni, luoghi, persone, musiche, letture provocano tutte su di noi effetti diversi. Nulla ci impedisce, quindi, a seconda delle nostre necessità o dello stato d'animo, di ricercare quelle situazioni, luoghi, persone, musiche, letture che ci inducono lo stato che vogliamo raggiungere - rilassamento o attivazione che sia - o ci permettano di dissolvere e trasformare stati emotivi che sentiamo pesanti.

Muoversi!

Lo stagnare di stati d'animo di malessere è spesso correlato a una staticità anche fisica. Quando ci accorgiamo che stiamo sprofondando nelle sabbie mobili di umori cupi la cosa migliore è prenderne atto e muoversi: alzarsi, fare qualcosa di diverso, uscire, fare una passeggiata, chiamare un amico simpatico, accendere la radio. Nel momento in cui diventiamo presenti a noi stessi - riconoscendo la presenza di un disagio - e ci poniamo in modo attivo di fronte alla situazione, non affondiamo più.

Servizio alla vita

Quando agiamo nel nome di un ideale, quando entrano in gioco i valori, l'altruismo, il sentirsi parte di qualche cosa di più grande di noi - famiglia, città, pianeta Terra o vita stessa - la nostra volontà, mettendosi in sintonia con i ritmi della vita, acquista una carica nuova e diventa capace di realizzazioni prime inimmaginate. Tale è la forza di questa risorsa che abbiamo in noi e che trova nel servizio alla vita - "non la mia, la tua volontà sia fatta" - la sua espressione più alta e potente.

Marcella Danon


http://www.lifegate.it/

sabato 25 aprile 2009

L'autostima è ereditaria, ma cambiare si può


Autostima, soddisfazione di vita e ottimismo, risorse individuali preziose per affrontare positivamente il mondo che ci circonda, potrebbero condividere una base genetica comune.

E' quanto emerso per la prima volta da uno studio pubblicato sulla rivista Behavior Genetics, coordinato dall'Iss (reparti di Epidemiologia, Genetica e Salute Mentale del Cnesps), in collaborazione con i Dipartimenti di Psicologia delle Universita' "La Sapienza" di Roma, "Bicocca" di Milano e con l'Universita' di Stanford (California - Usa).

La ricerca, che ha coinvolto 428 coppie di gemelli, monozigoti e dizigoti, tra i 23 e i 24 anni, iscritte al Registro Nazionale Gemelli, ha calcolato le stime di "ereditabilita'" dei tratti considerati, che sono state del 73% per l'autostima, del 59% per la soddisfazione di vita e del 28% per l'ottimismo.
 Dunque, i dati mostrano che l'autostima e la soddisfazione di vita sono influenzate, in larga misura, da fattori genetici, mentre per l'ottimismo il ruolo dell'ambiente sembra essere preponderante.

"Ma il risultato davvero innovativo dello studio - aggiunge Corrado Fagnani, ricercatore del Registro Nazionale Gemelli che ha sviluppato i modelli matematici per questo lavoro - e' sicuramente rappresentato da un'elevata correlazione genetica e da una bassa correlazione ambientale riscontrata tra autostima, soddisfazione di vita e ottimismo.
 I fattori genetici, quindi, sembrano essere largamente condivisi da queste attitudini caratteriali, mentre le esposizioni ambientali potrebbero essere specifiche per ciascuno dei tratti. In tal senso, i risultati indicano che interventi di tipo ambientale, intesi a promuovere la salute mentale, potrebbero avere una maggiore influenza su specifici aspetti del benessere psicologico".

I risultati di questo studio possono costituire la base per future ricerche finalizzate a individuare varianti geniche predisponenti contemporaneamente all'autostima, alla soddisfazione di vita e all'ottimismo. http://salute.agi.it/

L'autostima è qualcosa che possiamo eriditare, ma fortunatamente lavorandoci possiamo anche modificare. Con costanza, impegno e tanta voglia di migliorarsi e non arrendersi mai.
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giovedì 26 febbraio 2009

L’autostima ti porta dove vuoi

E’ la forza che ci rende contenti e soddisfatti di quello che siamo,
tanto da essere capaci di far tesoro di una critica costruttiva e di ridere anche un po’ di noi stessi: è l’autostima, l’energia interiore grazie alla quale possiamo diventare qualsiasi cosa desideriamo. Conquistarla è meno difficile di quello che si pensi, magari mettendo in atto un po’ di strategia e qualche facile accorgimento. All’identikit di questa forza intima che ci assicura felicità e benessere è dedicato il servizio di copertina di Riza Psicosomatica, il primo mensile di benessere per il corpo e per la mente, diretto da Raffaele Morelli.

La perdita dell’autostima è il risultato di un percorso viziato fin dalla sua origine. La radice sta nell’atteggiamento mentale di chi privilegia troppo la razionalità e non si fida abbastanza dell’istinto: in questo modo è facile rimanere imprigionati in una lunga serie di vicoli ciechi e di labirinti mentali, nei quali perdiamo fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità. Il primo e più grave errore sta nel voler correggere la nostra natura: in questo modo distruggiamo la spontaneità e la naturalezza, che sono il bene più prezioso che abbiamo.


giovedì 12 febbraio 2009

Che ne hai fatto del bambino che eri?

Alla nascita e nei primi anni di vita ogni bambino è unico. Cosa lo rende tale?
Il suo carattere, un’impronta di autenticità che non è solo patrimonio genetico e che non ha ancora subito l’influenza e le correzioni insite in ogni sistema sociale ed educativo. Non a caso gli adulti, parlando dei bambini più piccoli, spesso ne evidenziano la spontaneità, la schiettezza, quasi a sottolineare quanto siano rare queste caratteristiche nel mondo “dei grandi”. E poi? Con l’età scolare e soprattutto con l’adolescenza si entra in un mondo di regole, norme e obblighi sociali che a volte lasciano spazio al carattere di una persona, più spesso lo plasmano e lo offuscano fino a renderlo invisibile. È a questo punto che ci troviamo di fronte a due vie ben diverse, spesso opposte, lungo le quali può incanalarsi il carattere di un individuo, a seconda di quanto sia conforme alle attese o poco accettato. Vediamole assieme...

Se il carattere viene represso
Controllato da adulto, in vecchiaia emerge il vero volto.

Esiste una convinzione diffusa secondo cui i bambini, se non adeguatamente “raddrizzati”, possono andare incontro nel corso della vita a molte difficoltà: si deve far comprendere loro l’autorità, occorre smussarne le spigolosità tipiche. Ma smussando e smussando, il carattere originale rischia di “inabissarsi” e la persona può convincersi che sia più opportuno adattarsi alle circostanze piuttosto che cambiarle, evitare i conflitti invece di viverli, assumere un atteggiamento mediatorio ma per lui innaturale. Certo, “dentro” qualcosa vorrebbe esplodere e rivelarsi, ma si sono ormai instaurati dei freni inibitori molto potenti. Dunque il carattere autentico è scomparso? Niente affatto: si è “solo” nascosto e può tornare a manifestarsi improvvisamente, magari in età avanzata, quando i vincoli sociali tendono ad allentarsi. Tipico è il caso di persone anziane note come pacifiche e accondiscendenti che di colpo diventano scontrose e insofferenti, sconcertando amici e parenti. Non sono impazzite: è il loro carattere che torna alla luce!


Se il carattere viene coltivato
Da giovane svela la sua natura, da vecchio ne inventa altre.

Esistono fanciulli che hano la fortuna di poter esprimere il loro carattere senza ostacoli. In questo modo riescono a maturare ciò che sono e diventano autonomi in fretta, svincolandosi dai condizionamenti. Se il tentativo censorio del mondo esterno connesso all’educazione non riesce, è facile che vivano un’età matura ricca di stimoli, soprattutto affine al proprio carattere, che riescono a esprimere e realizzare pienamente. Può succedere allora che, soddisfatte del tutto le proprie inclinazioni naturali e appagate le proprie tendenze, in età avanzata avvenga qualcosa di inaspettato: l’emergere del “lato ombra”, un bisogno sconosciuto e di segno contrario rispetto alla direzione della propria vita. Il viaggiatore ad esempio diventa stanziale, si lega ad un luogo, alle abitudini, si radica… Il ribelle, se non gli sono state tarpate le ali, “depone le armi” smettendo di lottare col mondo, il diplomatico diventa intransigente e allergico a ogni compromesso e lo stanziale scopre con sorpresa il desiderio di vedere cose nuove.
http://www.riza.it/?ln=3

mercoledì 11 febbraio 2009

Avere autostima è avere consapevolezza di se


L' autostima si specchia nella consapevolezza, perché avere autostima sana e duratura significa comprendere costantemente i moti interiori ed esteriori della realtà soggettiva ed oggettiva. Troppo spesso trascuriamo la dimensione cognitiva dell' autostima. Avere autostima non significa meramente amarsi e volersi bene, ma anche, ben più radicalmente, essere in grado di comprendere la realtà nella sua complessità, renderla un bene personale, e comunicarla agli altri come risorsa condivisibile. Il test più significativo per l' autostima è quanto e come una persona sia desiderosa di migliorare tanto sotto il profilo congitivo tanto sul piano affettivo-relazionale.


Questo è un passo imprescindibile. Ve ne è un altro, ancora più negletto:

la concezione della vita come destino. La persona dotata di autostima sa cogliere gli aspetti della realtà e della vita come interrelati, sa scinderli dalla casualità e sa collocarli in un disegno d' insieme che potremmo definire, in prima approssimazione, "scopo della vita". Chiunque abbia autostima conosce la propria origine, sa rispondere alle fondamentali domande della vita: chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Perché vivo?

Cos'è l'autostima?

L'autostima è il segnale che che ci avverte che stiamo convivendo felicemente con la nostra vera e intima personalità.

Un patto “a due”, che nasce e matura spontaneamente. Per questo l'autostima va coltivata ogni giorno; perchè se l'autostima manca ogni azione ci sembrerà più difficile.


Qual è il vero significato della parola autostima?
In effetti essa, spesso utilizzata con superficialità, indica qualcosa che sta alla base del nostro benessere. Autostima significa anzitutto avere fiducia in se stessi; a sua volta il termine fiducia deriva dal latino fides e da qui proviene il suo significato più autentico, quello di "patto": si tratta quindi di un legame necessario che ci unisce a noi stessi e al mondo esterno.


Sul modello del primo legame-patto con la madre, il bambino costruisce l’immagine di sé e imposta le relazioni con l’ambiente circostante. Se questo modello si revela adeguato, l'autostima si produrrà spontaneamente.

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