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martedì 3 gennaio 2012

Meditazione trascendentale: antica scienza Vedica

La Meditazione Trascendentale affonda le sue radici nell’antica Scienza Vedica indiana ma si è diffusa in Occidente solo negli anni '60.
La meditazione rimuove lo stress e la fatica e procura energia e chiarezza mentale.
È un modo molto semplice e piacevole per rigenerarsi giornalmente e per sviluppare gradualmente l’intelligenza e la creatività.

In cosa consiste?
Questa tecnica punta, attraverso la ripetizione di un mantra (una formula evocativa) al rilassamento in modo da raggiungere uno stato di pura consapevolezza in cui il corpo dimentica ansietà, ipertensione e dolore.
Si tratta di uno stato di calma molto piacevole e rivitalizzante che rende la mente più intelligente e creativa.
Allo stesso tempo il corpo ottiene un profondo rilassamento che permette di eliminare fatica, tensioni e stress radicati nel sistema.
Alla fine del periodo di meditazione la mente torna dolcemente all'attività, rinfrescata, rilassata e rivitalizzata. In questo modo si risvegliano la creatività, il dinamismo, l’ordine, il potere organizzativo e tutte le qualità che rendono la vita di ogni giorno più appagante ed efficace.
Va praticata due volte al giorno, al mattino e alla sera, in sedute da 15-20 minuti, in una stanza poco illuminata, comodamente seduti e con gli occhi chiusi. I benefici si notano fin dai primi giorni e crescono col tempo.

Come impararla?
E' una tecnica facile da apprendere e da praticare e non richiede sforzo, concentrazione o contemplazione.
Non è una religione e non richiede l’adesione ad una nuova fede o ad una filosofia specifica, né che si adotti uno stile di vita particolare.
La Meditazione Trascendentale può essere facilmente appresa da insegnanti qualificati, istruiti personalmente da Maharishi Mahesh Yogi, fondatore del movimento, presso uno dei Centri di MT.

Bastano 7 incontri per apprendere la tecnica; i primi tre sono aperti a tutti e non impegnano alla prosecuzione del corso. Una volta appresa può essere praticata autonomamente a casa propria.

1.

Incontro introduttivo - Una visione delle possibilità e dei benefici offerti dalla MT.

2.

Incontro preparatorio - I meccanismi di funzionamento della tecnica e le sue origini.

3.

Intervista personale - Colloquio privato con l’insegnante di MT.

4.

Istruzione personale - Apprendimento individuale della MT.

5.

Verifica e convalida delle esperienze - Verifica della correttezza della pratica sulla base dell’esperienza.

6.

Verifica e convalida delle esperienze - Comprensione dei meccanismi di rimozione dello stress e del rapporto tra mente e corpo.

7.

Verifica e convalida delle esperienze - Spiegazione di come la tecnica di MT sviluppa stati di coscienza più elevati.

La ricerca scientifica
Negli ultimi 25 anni sono state completate più di 500 ricerche scientifiche sugli effetti fisiologici, psicologici, sociologici ed ecologici della Meditazione Trascendentale e del Programma di MT-Sidhi di Maharishi.
Gli studi sono stati effettuati presso 200 università ed istituti di ricerca indipendenti di 33 nazioni e gli articoli sono stati pubblicati su più di 100 riviste scientifiche.
L'effettiva efficacia della meditazione è confermata da numerose misurazioni fisiologiche, psicologiche e sociologiche.

Ad esempio, il fatto che la meditazione riduca lo stress, è dimostrato da:

cambiamenti fisiologici

quali la diminuzione del cortisolo, il principale ormone dello stress, o la riduzione della tensione muscolare;

cambiamenti psicologici

come la diminuzione dell’ansia, della depressione, della sindrome da stress post traumatico e l’aumento dell’autorealizzazione;

cambiamenti sociologici

quali la diminuzione dell’ostilità, la crescita dell’armonia in famiglia e la diminuzione del comportamento criminale dei carcerati.

Vi segnaliamo che in Italia l'unica associazione che rappresenta la Meditazione Trascendentale di Maharishi è l'Associazione Paese Globale della Pace Mondiale (www.meditazionetrascendentale.it)

http://www.bellezza.it/donne/est/vivben/destbmed.html

domenica 18 dicembre 2011

Cristalloterapia

Molti pensano che indossare un cristallo o una pietra per ottenere protezione o per “equilibrare” l’energia sia solo una moda. In realtà, si tratta di un’idea presa in prestito dagli Indiani Cherokee e che ha le sue origini in un passato antichissimo. Le culture tribali di tutto il mondo hanno sempre onorato e utilizzato le pietre per comunicare, guarire o vedere nel futuro e i “moderni” Indiani d’America semplicemente hanno tramandato fino ai nostri giorni usanze antiche di millenni erroneamente scambite per moda.
Nella medicina ayurvedica indiana, i cristalli vengono largamente utilizzati per curare diversi disturbi: il diamante, per esempio, serve a purificare l’organismo e a riattivare l’energia vitale; il rubino rafforza la mente e dona fiducia in se stessi.
In tutte le culture in cui si fa uso di cristalli a scopo terapeutico c’è la convinzione antichissima che questi ultimi contengano, combinati in modi diversi, gli elementi primordiali che costituiscono l’universo: Terra, Aria, Acqua e Fuoco, oltre all’Etere, il quinto elemento.
E’ noto, inoltre, che i cristalli siano tra le manifestazioni più perfette della natura, poiché gli atomi che li compongono all’interno si legano l’un l’altro secondo disposizioni perfettamente simmetriche e che permettono di classificarli in sei sistemi cristallini geometrici: isometrico, ortorombico, tetragonale, monoclino, esagonale e triclino. La perfezione di cui la Natura li ha dotati si “riversa” nel nostro mondo attraverso proprietà elettromagnetiche: i cristalli pulsano di vita ed emettono vibrazioni che per effetto di risonanza equilibrano l’energia di cui siamo noi stessi costituiti.

 Una volta entrati in posssesso di una pietra è bene pulirla per neutralizzare le vibrazioni precedenti. La pulizia, inoltre, deve essere effettuata una volta alla settimana se si indossa quotidianamente il cristallo, al fine di purificare le energie negative assorbite durante il processo terapeutico.
A) Pulizia con il sale marino
Utilizzando dell’acqua minerale, mettete il cristallo a bagno con del sale marino e lasciatela per una notte. Oppure coprite la pietra con del sale marino grosso integrale per una notte. Sciacquate con acqua minerale
B) Pulizia con il sole
Prima di pulire una pietra con il sole assicuratevi che non sbiadisca (il quarzo citrino e l’ametista, per esempio, non vanno esposte al sole). Aspettate una giornata di sole e poi collocate la pietra all’aperto per alcune ore

http://www.ekidiluce.it/ 

martedì 31 maggio 2011

Autoguarigione e Realizzazione Personale

Come facevano i nostri trisavoli a curare se stessi, in caso di disturbi dell’anima e del corpo, in mancanza di farmaci convenzionali? In genere si rivolgevano a Madre Natura, trovando in essa, spesso, la cura ai più comuni malesseri.

E' proprio su questo richiamo al naturale e alla semplicità nel benessere, che si basa il primo seminario di Autoguarigione e Realizzazione Personale che si terrà il 2 e 3 luglio nel verde del Parco dei Castelli Romani, a Rocca Priora (Roma).


Il seminario è volto a scoprire e riscoprire semplici tecniche di autoguarigione che si basano sul respiro, la visualizzazione, l’utilizzo dell’energia e dell’auto massaggio. I partecipanti avranno modo di conoscere e approfondire le connessioni esistenti tra corpo, emozioni, mente e anima per armonizzarle e godere di un benessere fisico, ma anche interiore. Ci si muoverà alla scoperta dei chakra e del loro influsso sull’organismo, delle auree e dei meridiani energetici; di come mantenerli in buon funzionamento e salute, così come proteggerli in caso di necessità.

Una parte del seminario è inoltre dedicata all’importanza di corretta igiene energetica nelle relazioni e degli ambienti in cui viviamo e verranno rilasciati semplici ma importanti accorgimenti per migliorarne la qualità.


Questo incontro rappresenta un'interessante occasione di sviluppo personale e un viaggio tra vari sistemi di cura naturali dell’estremo oriente basati sull’energia, la visualizzazione e la meditazione, senza con ciò dimenticare gli aspetti più pratici della vita di tutti i giorni.

Un appuntamento da non perdere per chi desidera prendersi cura di sè e della propria salute e crescita in modo semplice ed efficace.


Il seminario è realizzato e tenuto da Paola Cimarosti, ricercatrice spirituale e terapeuta olistica, specializzata in diverse discipline tra cui Pranic Healing in Psychotherapy.


Il seminario si terrà nel bellissimo e confortevole Centro Olistico Ultravisione ed i partecipanti potranno portare con sé un accompagnatore.

Data l’alta personalizzazione del seminario, i posti sono limitati e prenotabili entro il 15 giugno.

Per ricevere ulteriori informazioni è possibile scrivere all'indirizzo mail info@paolasole.com
http://www.lunico.eu/

giovedì 28 gennaio 2010

L'Anima del Mondo

Dal blog di Paulo Coelho: Guerriero della Luce

Jung e le quattro maschere


Carl Gustav Jung, uno dei fondatori della psicoanalisi moderna, era solito dire che beviamo tutti alla stessa fonte. Per definire questo concetto, sviluppò una teoria la cui origine si può ritrovare nel lavoro degli antichi alchimisti, che chiamavano questa fonte l’“anima del mondo” (Anima Mundi).

Secondo questa teoria, la nostra aspirazione è sempre quella di essere degli individui indipendenti, ma una parte della nostra memoria è la stessa. Indipendentemente da credo o cultura, tutti perseguono l’ideale della bellezza, della danza, della divinità, della musica.

La società, però, s’incarica di definire come questi ideali si manifestano via via sul piano reale. Al giorno d’oggi, per esempio, l’ideale di bellezza è essere magra, mentre migliaia di anni fa le immagini delle dee erano grasse. Lo stesso accade con la felicità: esiste una serie di regole che, se non seguite, portano il tuo conscio a non accettare l’idea che sei felice. Queste regole non sono assolute, ma cambiano di generazione in generazione.

Jung soleva classificare il progresso individuale in quattro fasi: la prima era la Persona – una maschera che usiamo tutti i giorni, che finge quelli che siamo. Crediamo che il mondo dipenda da noi, che siamo dei genitori ottimi e che i nostri figli non ci comprendano, che i superiori siano ingiusti, che il sogno dell’essere umano sia non lavorare mai e passare tutta la vita viaggiando. Alcuni cercano di capire cosa c’è di sbagliato e alla fine trovano l’Ombra.

L’Ombra è il nostro lato oscuro, che detta come dobbiamo agire e comportarci. Quando tentiamo di liberarci della Persona, accendiamo dentro di noi una luce, e vediamo le ragnatele, la vigliaccheria, la meschinità. L’Ombra sta lì per impedire il nostro progresso – e in genere ci riesce, e noi torniamo rapidamente a essere quelli che eravamo prima di avere dei dubbi. Alcuni, invece, sopravvivono a questo impatto con le proprie ragnatele, dicendo: “sì, avrò pure una serie di difetti, ma ho la mia dignità, e voglio andare avanti.”

In quel momento l’Ombra scompare, e noi entriamo in contatto con l’Anima.

Per Anima, Jung non definisce niente di religioso; parla piuttosto di un ritorno all’Anima del Mondo, fonte della conoscenza. Gli istinti cominciano ad acuirsi sempre di più, le emozioni sono radicali, i segnali della vita sono più importanti della logica, la percezione della realtà non è più tanto rigida. Cominciamo così a confrontarci con cose alle quali non siamo abituati, e iniziamo a reagire in maniera inaspettata anche per noi stessi.

E scopriamo che, se riusciamo a convogliare tutto questo getto di energia continua, lo organizzeremo in un nucleo molto solido, che Jung chiama il Vecchio Saggio per gli uomini, o la Grande Madre per le donne.

Permettere questa manifestazione comporta dei pericoli. In genere, chi vi arriva ha la tendenza a considerarsi santo, domatore di spiriti, profeta.

Queste quattro maschere sono usate non solo dalle persone, ma anche dalle società. La civiltà occidentale possiede una Persona, idee che ci guidano e che appaiono come verità assolute.

Ma le cose cambiano. Nel loro tentativo di adattarsi ai cambiamenti, noi assistiamo alle grandi manifestazioni di massa, dove l’energia collettiva può essere manipolata tanto verso il bene come verso il male (Ombra). Tutt’a un tratto, per qualche ragione, la Persona o l’Ombra non soddisfano più – è giunto il momento di un salto -, e cominciano a emergere nuovi valori (immersione nell’Anima).

E alla fine di questo processo, perché questi nuovi valori si instaurino, tutta la razza ricomincia a entrare in contatto con il linguaggio dei segni (il Vecchio Saggio).

È esattamente il momento che stiamo vivendo ora. Potrà durare cento o duecento anni, ma le cose stanno cambiando – in meglio.

sabato 17 ottobre 2009

Conoscersi

"Conosci te stesso" era scritto all'entrata del tempio di Apollo a Delfi. E' l'invito che rimbalza vivace senza trovare risposta fino ai nostri tempi, domanda spesso dimenticata, trascurata ma sempre viva e potente.


"Sono immenso, contengo moltitudini, mi contraddico" scrive Walt Whitman, tracciando in un solo verso il manifesto di quella spinta umanistica che vivificherà, anche dopo di lui, la psicologia. Poeta e scrittore americano dell'800, di lontana origine olandese, Whitman è un cantore della libertà; pone l'essere umano al centro della sua indagine e della sua poesia e così facendo offre una delle più belle tracce di lavoro sull'eterna questione messa in gioco dalle filosofie di tutti i tempi.

C'è chi arriva a porsi la domanda "Chi sono io?" per curiosità, chi per l'ambiente culturale in cui cresce e chi per disperazione, quando rimane l'unica cosa in grado di risollevare e riorientare lo sguardo dopo una delusione, dopo la scoperta di non essere eterni e onnipotenti oppure di non poter basarsi sulla pubblicità in tv per fare progetti per la propria vita.

Quello che oggi in psicologia si chiama "crescita personale" è semplicemente questo, affrontare la domanda "chi sono io?" con l'obiettivo di portarla - aperta - sempre con sé, senza affrettarsi a dare risposte facili e sicure, destinate immancabilmente a rivelarsi incomplete e insoddisfacenti. Non è facile rispondere perché ricchi, molteplici e in continua evoluzione siamo, e in questo Whitman, da buon introspettivo, come tutti i poeti, ha visto giusto. Come fare allora per rispondere all'appello della vita che molti sentono, prima o poi, di mettere in viaggio - metaforicamente parlando - alla ricerca di sé?

La prima cosa, ed è ancora la filosofia greca a dare il "la", è quella di riconoscere di non sapere ancora chi siamo - "sapere è sapere di non sapere" dice Socrate - e di mettersi in ascolto pazientemente, umilmente quasi, mettendo da parte tutte le idee preconcette che abbiamo di noi stessi, quello che vorremmo essere, quello che gli altri vorrebbero che fossimo, quello che pensiamo di essere e quello che gli altri pensano che siamo, per aprirci invece a una pacata osservazione di cosa siamo effettivamente, momento per momento.

E' una ricerca lunga, è un puzzle pluridimensionale quello che dobbiamo costruire raccogliendo frammenti di sensazioni, emozioni, pensieri, desideri, aneliti, valori, ideali sino a comporre un'immagine rappresentativa di questa complessità, in cui non esiste nulla che sia bello o brutto, giusto o sbagliato, ma in cui con occhio imparziale, dobbiamo imparare a riconoscere tutte le diverse sfumature che fanno parte di quel mondo intero che chiamiamo "io". Un mondo che si rivelerà difficile da descrivere, proprio come un pianeta come il nostro, come la Terra, è difficile da raccontare e ci vogliono interi atlanti, con diverse tipologie di mappe per poter dare un'idea della sua complessità.

Non ci sono scorciatoie per la crescita personale, bisogna conoscersi a poco a poco e cominciare a percorre e a piedi le diverse strade del "pianeta che siamo" per sperimentarci nella pratica e raccogliere informazioni su ciò che ci piace, ciò che ci riesce meglio, ciò che desideriamo, ciò che possiamo e ciò che temiamo, per mettere in luce i nostri punti di forza e riconoscere i nostri limiti, decidendo quando oltrepassarli per sfida e quando accettarli con tolleranza.

E' un lavoro da esploratori conoscere se stessi, E' un lavoro da svolgere su due diversi fronti, uno esterno e uno interno. All'esterno, guardando ciò che diciamo e facciamo, notando come gli altri interagiscono e reagiscono a ciò che diciamo e facciamo; all'interno - e questo è ancora più difficile - facendo bene attenzione a ciò che sentiamo fisicamente, ciò che proviamo emotivamente e anche a quali pensieri stiamo ospitando e coltivando. Anche il viaggio più lungo inizia col primo passo, scrive Lao Tzè, quindi, taccuino alla mano e sguardo attento, con un po' di tempo ogni tanto per riflettere sui dati raccolti. Buon viaggio!



Marcella Danon


http://www.lifegate.it/

sabato 11 aprile 2009

Musicoterapia

I primi tentativi di curare le malattie con la musica, cioè di musicoterapia, risalgono addirittura alla società egiziana. Già 2600 anni fa, gli antichi medici egizi credevano che i canti magici potessero curare la sterilità, i dolori reumatici e le punture di insetti; nella cultura della Grecia classica suonare il flauto serviva a lenire il dolore dovuto alla sciatica e alla gotta.

Tuttavia risalgono al secolo scorso le prime ricerche scientifiche che cercavano di misurare gli effetti fisiologici della musica sulla respirazione, il ritmo cardiaco, la circolazione e la pressione sanguigna.

Sulla scia di questi primi studi, è nata la musicoterapia, introdotta in Italia negli anni '70, una metodica che paragona il corpo umano ad un'enorme cassa di risonanza dentro cui penetrano e si espandono le onde sonore.

La musica è sempre stata una componente fondamentale della vita dell'uomo. Essa, superando i filtri logici e analitici della mente, riesce ad entrare direttamente in contatto con i sentimenti e le passioni più profonde dell’individuo e naturalmente può apportare innumerevoli benefici!


Benefici della musicoterapiaLa musica, se usata correttamente:
- agisce sul sistema neurovegetativo (che regola funzioni fondamentali quali la traspirazione, il ritmo cardiaco, la pressione sanguigna);
- facilita la liberazione delle emozioni e della creatività.

La musicoterapia usa un approccio olistico: poiché i suoni provocano sia reazioni emotive che risposte fisiologiche, mente e corpo vengono considerati nella loro unità e non separatamente come avviene nella psicoterapia o nella medicina tradizionale.

La musicoterapia, si può, quindi considerare una terapia calmante o stimolante, a seconda dei problemi che si vogliono risolvere: per esempio, può risvegliare la volontà nei soggetti apatici, ma può anche aiutare i soggetti troppo aggressivi a moderare l'eccessiva irruenza contro gli altri.



I campi di applicazioneLa musicoterapia si è rivelata molto utile nel trattamento dei disturbi dovuti all'ansia e allo stress. E’ dimostrato che sedute di musicoterapia mirate possono rilassare i soggetti troppo tesi o, al contrario, restituire ottimismo e vitalità a quelli che soffrono di depressione.

La musica può anche apportare un valido aiuto alla psicoterapia, in quanto aiuta il soggetto ad esprimersi e a comunicare attraverso i suoni.

In alcuni casi costituisce un utile sostegno psicologico alle cure di disturbi fisici anche seri, perchè offre ai pazienti un'occasione di svago e di gradevole rilassamento.

L'ascolto è consigliato nella preparazione al parto: le sedute di musicoterapia possono avere un efficace effetto calmante sulle gestanti.
Un sottofondo musicale dolce e tranquillo, inoltre, può aiutare a rendere meno dolorosa l'esperienza stessa del parto.

La terapia musicale si rivela efficace anche nell'ambito della riabilitazione delle persone che soffrono di problemi motori di origine neurologica.

La musicoterapia, infine, è stata sperimentata con successo anche nel trattamento di malattie serie come l'autismo, un disturbo che si manifesta nell'infanzia e che compromette la vita di relazione, l'uso del linguaggio e lo sviluppo mentale.


Dal libro "l’incanto della parola, Mira verdina - Giulia Cremaschi Trovesi
Il musicoterapeuta è in grado di operare trasformazioni e cambiamenti interiori attraverso i giochi creativi dell’improvvisazione musicale clinica, l’utilizzo degli strumenti musicali idiofoni ecc. All’ultimo congresso europeo, i professionisti soci della F.I.M., hanno presentato lavori specifici inerenti il linguaggio verbale, il suo nascere, farsi, evolversi, attraverso i giochi musicali. Siamo al riconoscimento ufficiale dei fondamenti teorici ed epistemologici che consentono di dimostrare le connessioni fra i suoni ed il farsi del movimento, della parola, dell’ordine della numerazione. Il rapporto fra educazione e terapia caratterizza la musicoterapia umanistica. Un nuovo libro tocca esplicitamente queste tematiche: "Leggere, Scrivere, Far di conto, superare i problemi di apprendimento con la musica" di G. Cremaschi Trovesi, Armando editore, Roma 2007.
L’agire attraverso la musica si dimostra indispensabile per creare una relazione interpersonale fondata su emozioni di gioia partecipativa, sul nascere della fiducia in se stesso, dell’autostima, sul giungere ad una relazione costruttiva con il mondo, con gli altri, con se stesso. Vivere emozioni di gioia, superare ostacoli che rischiano di compromettere la relazione, affrontare patologie, le più varie, con la musica, secondo i principi sui quali si fonda la musicoterapia umanistica, significa portare modi nuovi di interagire che conducono verso eventi fin qui collocati nell’ambito dei miracoli e delle cose impossibili. In queste pagine web i professionisti interessati troveranno risposte a molte domande ed indicazioni precise sui percorsi formativi per diventare musicoterapista, musicoterapeuta, coterapeuta.



venerdì 10 aprile 2009

Sciamani dell’Himalaya

La vita religiosa di molte delle minoranze etniche del Nepal, ruota attorno all’attività degli sciamani, intermediari viventi tra il mondo degli uomini e quello delle invisibili potenze sovrannaturali. Si tratta di spiriti, divinità, creature viventi dai sembianti non visibili identificati con specifici siti naturali: foreste, laghi, fiumi, rocce, montagne. Sono questi alcuni dei luoghi che, tradizionalmente, vengono considerati delle potenziali dimore di spiriti. Tra questi siti considerati residenza per eccellenza di potenti divinità si trovano, in Himalaya, gli innevati picchi montani. Recessi incontaminati e associati, per antonomasia, ad una condizione di purezza. La loro stessa prossimità con lo spazio celeste rende le stesse cime montane l’abitazione prediletta di divinità connesse con la dimensione solare e quella uranica.



Nella regione orientale del Solukhumbu, un rituale collettivo di fedeli rappresenta l’espressione concreta di questo ricco simbolismo che vede montagne e sciamani come protagonisti indiscussi. Ogni anno, infatti, a primavera inoltrata, gli sciamani della regione si danno appuntamento per un pellegrinaggio. Meta di questo pellegrinaggio collettivo è Salpa, un lago montano, consacrato al culto del dio induista Shiva e considerato dimora di dèi puri e di potenti spiriti. Il dio Shiva è qui venerato come divinità locale ma soprattutto come figura di sciamano prototipico. Stando infatti ai miti e alle leggende locali, Shiva è considerato il primo sciamano divino, il fondatore dell’attività degli sciamani nonché il detentore e il dispensatore delle conoscenze esoteriche e dei poteri magici di monopolio sciamanico. Sotto questo profilo, Shiva è una figura direttamente associata alla vocazione sciamanica stessa, esperienza durante la quale il dio si paleserebbe ai neofiti nel corso di sogni e visioni dal carattere prettamente iniziatico.

Prossima al lago di Salpa si trova inoltre la sacra montagna di Silucha (4100m). Silucha, assieme a Salpa, è considerata dalle genti del luogo la sorgente inesauribile di potenti energie invisibili, da cui dipende strettamente la vita delle comunità umane che abitano la regione, la prosperità dei villaggi e dei campi che li circondano, la salute delle persone che si trovano sotto la giurisdizione invisibile di questi luoghi sacri. La stessa diretta associazione tra il dio Shiva e la vetta montana di Silucha scaturisce naturalmente da uno degli attributi più frequenti del dio: quello di asceta solitario residente nelle remote ed elevate regioni montane. Qui, in assoluta solitudine, il dio si dedicherebbe con fervore alla pratica meditativa, coltivando gli stati più profondi del samadhi. Il pellegrinaggio, che dura vari giorni, ha il suo culmine durante una notte di luna piena. È durante questa notte che fedeli e sciamani si danno convegno: canti e danze, animano l’atmosfera per tutto l’itinerario. La musica dei tamburi sciamanici, unita a lunghe e continuate danze rituali, permettono a molti degli sciamani di cadere in una profonda condizione estatica. Una transe rituale che consente loro di dare pubblica prova dei propri poteri come chiaroveggenti e come dominatori degli elementi naturali, primo tra tutti il fuoco: maneggiare o manipolare ferri incandescenti, lambire con la propria lingua la lama arroventata di spade e pugnali è infatti la prova più tangibile del loro privilegiato status. Tutto ciò accade con il costante accompagnamento della musica, vero strumento capace di indurre una condiziona estatica e di attingere a piene mani alla fonte stessa dei poteri sciamanici.



Se per i fedeli che intraprendono la via di Salpa, il pellegrinaggio è occasione per purificarsi e fare o sciogliere voti, per gli sciamani è inoltre occasione per venerare vis a vis le divinità che animano il proprio pantheon rituale e, non di rado, per ingaggiare duelli magici così da confermare od accrescere il proprio prestigio. Duelli il cui scopo consiste nel mostrare il favore divino di cui si gode e la spavalda capacità di piegare demoni e spiriti al proprio volere. Duelli fatti di dardi invisibili lanciati contro i propri avversari e di incantesimi segreti sussurrati in maniera da trasformarsi in affilate spade. Duelli di sciamani ingaggiati per mostrare a tutti di trovarsi ad un passo dagli dèi. Dèi che, qui sulla montagna, sono più numerosi che in qualsiasi altro luogo. Dèi potenti e dèi alleati, capaci di aiutare certuni a piegare le ginocchia di un avversario prescelto a caso.
(Martino Nicoletti)

http://www.ilvelino.it/


sabato 4 aprile 2009

Cristalli


Quando una pietra risveglia la nostra attenzione, è perchè il nostro sistema energetico ha bisogno della sua frequenza vibratoria.
I cristalli sono un dono della natura, belli da vedersi ma particolarmente utili alla nostra circolazione energetica. Usati nel modo giusto possono riequilibrare i ristagni di energia sia nelle case che sulla persona.

Ogni segno zodiacale ha i suoi cristalli di riferimento, così come ogni pianeta.

Vanno utilizzati con cura e purificati molto spesso, perchè tendono ad assorbire le energie negative dell'ambiente e quelle disarmoniche di chi l'indossa.

Un metodo per purificarli è porli, per quale ora, in una bacinella con acqua e sale e dopo esporli al sole: per permetter loro di ricaricarsi. Si può usare anche il reiki, sia per purificarli che per ricaricarli, o il pensiero mirato a tale scopo.

Si possono programmare per una determinata funzione, basta tenerli in mano, con amore, e dar loro un ordine telepatico, diventeranno preziosi alleati.



AD OGNI SEGNO IL SUO CRISTALLO
ARIETE= Cristalli e metalli: agata, diaspro sanguigno, ematite, granato, ossidiana, onice nera, quarzo affumicato, rubino, rodonite, tormalina nera.


TORO= Cristalli e metalli: rame, agata, quarzo rosa, zaffiro azzurro, tormalina rosa e verde, lapislazzulo, kunzite, selenite, giada, rodonite, smeraldo.


GEMELLI= Cristalli e metalli: agata blu, amazzonite, acquamarina, calcedonio, celestite, crisocolla, fluorite, gemma silicea, opale, pietra di luna, topazio azzurro, tormalina azzurra, turchese.


CANCRO= Cristalli e metalli: perla, pietra di luna, opale, rodocrosite, corallo rosa, giada, argento.


LEONE= Cristalli e metalli: oro, ambra, topazio giallo, quarzo citrino, occhio di tigre.


VERGINE= Cristalli e metalli: mercurio e nichel, ametista, acquamarina, amazzonite, agata dal pizzo blu, celestite, crisocolla, lapislazzuli, smeraldo.


BILANCIA= Cristalli e metalli: mercurio e nichel, ametista, acquamarina, amazzonite, agata dal pizzo blu, celestite, crisocolla, lapislazzuli, smeraldo.


SCORPIONE= Cristalli e metalli: granato, eliotropio, ematite, ossidiana, tormalina nera, diaspro rosso, agata, spinello, rubino.


SAGITTARIO= Cristalli e metalli : stagno, sodalite, lapislazzuli, azzurrite, ametista, zaffiro, sugilite, fluorite.


CAPRICORNO= Cristalli e metalli: piombo, granato,.malachite, peridoto, tormalina verde, quarzo tormalinato, perla nera, onice, diamante.


ACQUARIO= Cristalli e metalli: alluminio, acquamarina, amazzonite, crisocolla, zaffiro, lapislazzuli, occhio di falco, opale iridato, onice, topazio e tormalina blu, turchese.


PESCI= Cristalli e metalli: platino, stagno, acquamarina, ametista, azzurrite, cristallo di rocca, fluorite, giada, lapislazzuli, occhio di falco, topazio blu, sugilite.



martedì 31 marzo 2009

REBIRTHING

Respirare vuol dire nutrirsi di energia.Nella cultura orientale il respiro contiene "prana", cioè energia vitale.
È il modo più semplice con il quale ci nutriamo per continuare a vivere.

Possiamo rimanere senza cibo per intere settimane, oppure alcuni giorni senza bere, ma se non respiriamo per tre-quattro minuti la morte è certa. II respiro è vita. Respirare in modo completo e profondo vuol dire aprirsi completamente alla vita. Ma quale vita?

Vivere con gioia è lo scopo che si prefigge il Rebirthing.

"II respiro è la forza dello spirito" afferma Leonard Orr.
È la sorgente di tutta la nostra forza in questo universo fisico. Respirare è un atto cosi semplice ed ovvio che nessuno immagina quanto sia importante, farlo bene per vivere bene. Ogni respiro pieno purifica I'aura energetica, rilassa i tessuti del corpo, favorisce I'espulsione di tossine. È un processo di recupero del proprio potere. In realtà il respiro è la cosa più preziosa che esista nell'universo: è la base della vita.

La prima cosa che facciamo venendo al mondo è un respiro ed è l'ultima azione che compiamo prima di morire. Si nasce con un respiro. Si muore con un respiro.
Il RESPIRO è il ponte di collegamento con la vita.
II 70% del sistema di disintossicazione del nostro organismo dipende dal respiro, mentre il 30% è suddiviso tra feci, urina e sudore. La maggior parte delle persone - e dei medici si concentra su quel 30% per disintossicare I'organismo!

II respiro disintossica, ma è anche un medicinale gratuito basta aumentarne un pò la dose ed oplà il gioco è fatto.

Il Respiro questo sconosciuto

Vi siete mai chiesti come abbiamo imparato a respirare?
Sicuramente si.
Ma la domanda era in senso più profondo, vi siete mai soffermati ad analizzare il modo in cui abbiamo imparato e se fosse veramente il modo giusto?

9 mesi in officina e la nascita "normale"

Al momento del concepimento, quando l'ovulo viene fecondato, scende dalla tuba di Falloppio fino all'utero, dove si sceglierà ("sceglieremo"), il posto giusto dove attraccare la nostra nave. Da quel posto e per nove mesi noi riceveremo, nutrimento, sangue, energia, che passeranno attraverso la placenta ed il cordone ombelicale. Tra tutti gli organi in costruzione, l'ultimo organo che si forma sono i polmoni (per questo motivo i bimbi nati prematuri vengono messi in incubatrice).

Quando finalmente arriva il momento di uscire (la facciamo semplice senza considerare molte altre cose che accadono in contemporanea). passiamo attraverso il collo dell'utero, un pò strettino per la verità e dopo che la testa è uscita, ci comprime e stringe la gabbia toracica, che nel momento in cui siamo del tutto fuori si decomprime e ci permette di fare il nostro "primo respiro" con i nostri polmoni.

Vi ricordo che fino ad allora eravamo ossigenati attraverso la placenta ed il cordone ombelicale, quindi nel momento che facciamo il nostro primo respiro succede qualcosa di sconvolgente, è qualcosa che entra prepotentemente dentro di noi, ci spaventa è molto intenso e forte.

Nel frattempo qualcuno intorno si dà da fare chiudendo e tagliando il cordone ombelicale. Cosicchè questo piccolo essere appena arrivato viene messo immediatamente in pericolo di morte. Se non respira perchè ha paura può morire, se respira è tutto molto intenso, quindi si trattiene. Però se non respira lo prendono e cercano di scuoterlo rovesciandolo preso per i piedi e magari anche sculacciandolo o usando degli altri sistemi, per farlo respirare, continuando così a creare ancora più paura finche si arriva al massimo che l'essere può sopportare ed arriva il pianto. Ed allora sono tutti contenti perchè piange allora significa che è vivo.

Ma vi siete mai chiesti se, ci foste voi al suo posto in questo momento quali sarebbero le vostre "reazioni". Molti risponderanno (perchè questo è un pensiero comune), ma sono piccoli non capiscono. (?!?)

Passiamo ora ad un altra considerazione.

Nel momento in cui viene tagliato il cordone, ben il 30 % del sangue del piccolo essere rimane nel cordone ombelicale e nella placenta.

Cosa succederebbe se ora, in questo preciso momento vi togliessero il 30 % del vostro sangue?
Possiamo dire che vi sentireste ....... morire?


Questo è quello che avviene nel cosiddetto "parto normale", normale perchè è diventato una routine non significa che sia naturale, anzi in queste condizioni e visto che le cose stentano a cambiare mi sembra che qualcuno stia pianificando un bel pianeta pieno di malati e persone piene di paura.

Questo avvenimento è successo a tutti nella nostra vita e purtroppo sono molto pochi coloro che hanno avuto una nascita naturale.

La nascita "naturale"

Se invece al momento della nascita non si interviene e si lascia il cordone ombelicale attaccato, anche se il bambino tratterrà il respiro all'inzio, non ci sarà pericolo di morte e non piangerà, perchè è ancora ossigenato dal cordone.

Quando la placenta si staccherà nel modo naturale e non strappata dalla pancia della madre come di solito avviene, il sangue nel frattempo rifluirà tutto all'interno del bambino, ed anche qui si elimina il pericolo di morte per dissanguamento.

Quello a cui si assisterà sarà un respiro circolare e continuo senza pause rilassato e fluido, come fanno tutti i mammiferi sul pianeta terra, tranne due tipi di mammiferi; i cetacei che per ovvie ragioni non possono farlo altrimenti affogano ed gli esseri umani!


Che senso ha per noi non fare il respiro circolare se sott'acqua ci andiamo soltanto ogni tanto.

La paura blocca completamente il respiro

Quale è la prima frase che si dice di solito dopo che abbiamo preso un grande spavento? Sono rimasto senza fiato dalla "paura"; e cosa succede quando sbattete il ginocchio in uno spigolo? mmmmhhh.......... , si trattiene il respiro.

Dal blocco completo del respiro al rilassamento completo c'è tutta una serie di scalini che alterano il respiro in un modo o nell'altro, tipo depressione, ansia, asma, affanno, attacco di panico detti dap, oppure d.a.p. che significano disturbo da attacchi di panico, respiro corto, agitazione, agitazione, palpitazioni, eccitazione, sudorazioni forti, vampate o caldane, rabbia, reazioni rabbiose, respirazione forzata, iperventilazione, etc............

Quindi ogni volta che non vogliamo sentire qualcosa il nostro respiro diventa quasi inesistente oppure al contrario molto spinto e forzato, che in un modo onell'altro significano non voglio sentire o non voglio vedere, oppure voglio allontanare da me velocemente.


Che cosa potrà succedere se si respira pienamente e potentemente? Quali altri stati di conoscenza si possono raggiungere? Quale stati di maestria si possono raggiungere fidandosi pienamente del proprio respiro e seguendo il suo flusso di energia?

Il respiro continuo ci permette di vivere potentemente

Il respiro continuo ci permette di sentire fino in fondo quello che sta avvenendo e ci aiuta in un modo molto veloce a risolvere il nostro problema, ci aiuta una volta compresa la natura delle cause scatenanti a vivere in maniera completa e potente la nostra vita, non più in balia delle nostre paure inconsce, ma costruttori responsabili della nostra vita.

Il respiro continuo è un meraviglioso strumento oppure un meraviglioso farmaco, che ti porti sempre dietro a disposizione in ogni momento e per giunta anche gratuito e senza ticket da pagare a chicchessia. Paolo Cericola (Scuola di respiro - www.scuoladirespiro.com)

http://www.solonewage.it/index.htm

IL SORRISO CURA


La risata, addirittura quando è forzata cioé quando 'obblighiamo' i muscoli del viso a mascherarlo di allegria, è terapeutica per corpo e psiche, migliora l'umore e la resistenza allo stress, rende più sexy ma fa bene anche al cuore abbassando la pressione del sangue e, dulcis in fundo, 'addolcisce' il latte materno rendendolo uno scudo contro le allergie del neonato.

Il suo segreto? Ridere, è spiegato in uno speciale sulla rivista americana Mind, rilassa i muscoli, mette in circolo molecole 'positive' come le endorfine, inoltre l'umorismo aiuta a guardare con distacco le piccole grandi noie di ogni giorno. Addirittura basta dipingersi sul volto l'espressione della risata, labbro superiore sollevato e bocca a 35 denti in bella mostra.

Anche se indotta in modo artificiale per esempio tenendo in bocca una penna, ha di per sé effetto positivo sull'umore, ha scoperto Fritz Strack dell'università tedesca di Wurzburg. Gli studi che promuovono il sorriso come 'pillola universale' sono molti: secondo un lavoro di Willibald Ruch, dell'Università di Zurigo, le risate suscitate da battute, commedie divertenti o barzellette alzano la soglia del dolore, infatti un gruppo di volontari riusciva a tenere più a lungo la mano nell'acqua ghiacciata senza soffrire se prima di questa prova veniva sottoposto per alcuni minuti alla 'terapia del sorriso' a base di battute.

E gli effetti di una sana risata sul corpo si vedono a occhio nudo: uno studio recentissimo, pubblicato sull'International Journal of Obesity, ha dimostrato che ridere 15 minuti al giorno può permettere di perdere in un anno oltre due chili. Maciej Buchowski della Vanderbilt University presso Nashville, in Tennessee che lo ha condotto sostiene che ridere aumenta il battito cardiaco e impegna molti muscoli, producendo lo stesso effetto di una sana camminata. Gli esperti hanno fatto i conti di quante calorie consumiamo ridendo esaminando il dispendio di energia di 45 persone mentre guardavano programmi televisivi di vario tipo.

E' emerso che il fabbisogno energetico per guardare una commedia divertente è di circa il 20% in più, dovuto, dicono gli esperti, all'energia spesa ridendo. E non è tutto, il sorriso alza la soglia di resistenza allo stress diminuendo l'ormone dello stress nel sangue, il cortisolo, ed alzando le difese immunitarie. Addirittura i suoi effetti 'fisici' sono tangibili nel neonato durante l'allattamento. Se mamma ride, il bimbo riceve maggiori benefici dalla poppata, il latte materno infatti, dopo un 'ciclo di risate', contiene più melatonina che serve per dormire e difende dall'ezema cutaneo, e il neonato risulta meno esposto alle allergie.

Anche sulla mente il sorriso è terapeutico: chi non disdegna una risata vive meglio, ha più facilità nei rapporti sociali e, se è maschio, è anche più attraente. Infatti uno studio di Eric Bressler del Westfield State College ha dimostrato che le donne giudicano più attraenti i soggetti di foto sotto le quali c'é una battuta che viene attribuita al lui immortalato nello scatto. E non è tutto: molti psichiatri usano davvero la terapia del sorriso, anche in gruppo, per 'curare' la depressione lieve.

Molto efficace contro disturbi psichiatrici anche gravi risulta essere il senso dell'umorismo e la capacità di sdrammatizzare, hanno dimostrato psichiatri dell'università tdesca di Marburg, perché diventa una strategia di distacco dai problemi e aiuta a vederli sotto un'altra luce. Lo aveva capito anche Giacomo Leopardi, certo non famoso per la sua 'allegria', quando sosteneva che 'chi ha il coraggio di ridere e' padrone del mondò, a distanza di tre secoli la scienza gli dà ragione.


martedì 24 marzo 2009

Massaggi Tantra

Il massaggio Tantra arriva direttamente dall’ oriente, e - per la precisione - dalla tradizione buddhista.
E’ uno dei massaggi più rari, ma anche uno tra i più ricercati per la sensazione di estrema pace e benssere che riesce ad infondere nella persona trattata. Infatti, non sono in molti a proporlo in Italia, anche se stanno riscuotendo un successo sempre maggiore.
Definire con esattezza il Tantra non è cosa facile, soprattutto perché si tratta di una pratica estremamente variegata, che unisce insegnamenti spirituali con tradizioni esoteriche.
Il Tantra è un insieme di dottrine e di pratiche millenarie volte all’ espansione dell’ ordinario stato di coscienza: questo ampliamento della consapevolezza include tutti gli aspetti della vita e il Tantra è l’ unica disciplina in cui viene compiuta la difficile sintesi tra gioia, accettazione e liberazione. Si tratta, cioè, di una tecnica per ampliare la coscienza.

CHI COMPIE IL MASSAGGIO TANTRAChi compie il massaggio tantrico si basa sulla pratica quotidiana delle âsana (posizioni del corpo in cui sono presenti stabilità, immobilità e assenza di sforzo) per la purificazione del corpo e dei canali energetici, esercizi di concentrazione e meditazione.
Alla base del massaggio tantrico sta la meditazione: nel processo di manipolazione dell’ energia, il tantrista si avvale dello Hatha Yoga (una forma di Yoga basato su una serie di esercizi psicofisici), la visualizzazione e verbalizzazione della divinità attraverso i mantra (dal sanscrito manas “mente” e trayati “liberare”). Attraverso la meditazione su di essi e l’ immedesimazione con la divinità, chi compie il massaggio tantrico esercita dunque le proprie energie sul “paziente”.

I MASSAGGI TANTRA
I massaggi hanno l’ obiettivo di nutrire il corpo, la mente e lo spirito della persona a cui vengono praticati.
Nell’ accingersi ad eseguire un massaggio Tantra è fondamentale, in primo luogo, essere presenti con tutto il proprio essere liberandosi delle aspettative verso il futuro e dei paragoni con il passato.
In secondo luogo è necessario concentrarsi per mantenere tutta la mano a contatto con il corpo di chi viene massaggiato. Infine è importante mantenere un flusso continuo: tutti i movimenti devono essere collegati in modo che ogni gesto serva a perfezionare il precedente e a preparare il successivo.
Il benessere che è possibile raggiungere tramite i massaggi Tantra è destinato a quelle persone (uomini, donne e coppie) che vogliono ritrovare l’ equilibrio psico-fisico tramite lo sblocco dei punti chakra, il rilassamento corporeo e la riscoperta della propria sensualità.
Il segreto più grande, nella tecnica del Tantra, è che il desiderio e il suo soddisfacimento non hanno confini.

http://www.mondobenessereblog.com/

lunedì 23 marzo 2009

Reiki

"Il reiki tecnica o religione?"
Antonio Barra ha spiegato che cos'è il reiki.

I reiki è una tecnica di guarigione o auto guarigione di origine giapponese. E' molto diffusa in Italia per mezzo di associazioni ed opera con corsi e seminari. Perché tanta attenzione da parte del GRIS (Gruppo Ricerca Informazione Socio-religiosa)? Perché il reiki come tante pratiche terapeutiche alternative non ha una provata efficacia. Secondo recenti studi scientifici diviene in realtà un movimento che veicola le concezioni tipiche del New Age, quindi il sincretismo e alla fine il panteismo.

Ma c'è di più, molti indizi avvalorano elementi di occultismo come le pretese di efficacia universale, di effetto a distanza, di trattamento "mentale" l'essenza dei simboli al secondo livello è sacra. I loro nomi non possono essere pronunciati a vanvera e per molti reiki masters non possono essere rappresentati graficamente.

Tracciando un simbolo ai quattro angoli di una stanza la si ripulisce dalle energie negative. Tracciando intorno a qualcuno una gabbia di simboli questi viene rimesso a riparo da influenze o energie negative: Procedimento che ricorda da vicino alcune vocazioni di spiriti come accade in certi rituali taoisti. Il reiki viene personalizzato inteso come persona che opera, tanto è vero che a conclusione del trattamento mentale viene suggerito di "ringraziare il reiki per averci permesso di essere canale di guarigione".

Lo scopo della conferenza è stato quello di far conoscere agli operatori della pastorale parrocchiale e diocesana il contrasto esistente di questi movimenti o il contrasto evidente alla teologia e all'antropologia cattolica. L'atteggiamento della Chiesa Cattolica è ispirato dalle parole dell'Apostolo Paolo "Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo E` in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità..." (Col 2,8-9).

Il reiki possiede la concezione tipica del New Age, secondo cui l'uomo si salva da sé mediante la conoscenza e non ha bisogno di nessun Salvatore. Quindi, il reiki si fonda su una visione della divinità, dell'uomo e dell'universo opposta a quella cristiana.

http://www.ilquotidiano.it/home
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