Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post

domenica 15 luglio 2018

I limiti del mondo

Schopenhauer scrisse:
"Tutti considerano i limiti della propria visione come i limiti del mondo."

Siamo tutti convinti di avere dei limiti, se non li abbiamo siamo in grado di crearceli. Da quando nasciamo ci vengono imposti, così a poco a poco divengono parte di noi.  Non raccogliamo delle opportunità perché da piccoli ci è stato detto che non saremmo mai potuti diventare qualcuno, che non avevamo dei requisiti per esserlo. Viviamo interpretando il ruolo che ci è stato imposto dai nostri genitori, dai nostri insegnanti o dagli amici. Delle volte basta un unico episodio spiacevole per definirci, ma è davvero così? Siamo veramente quell'unico episodio? Tutta la vita restiamo quello studente indolente, anche se sono passati 10 anni dall'ultimo giorno di scuola? Saremo sempre una persona sbadata perché ci è capitato di lasciare la portiera della macchina aperta?
Permettiamo che gli altri ci identifichino (e noi lo facciamo con loro) da un semplice episodio accadutoci diversi anni fa, permettiamo che quello pregiudichi tutte le nostre azioni future?
Dobbiamo lasciar andare il passato e non permettergli di delineare il nostro futuro. Il futuro è qualcosa che dobbiamo costruire e lo possiamo fare compiendo oggi azioni libere dai condizionamenti del passato.
Una volta feci un dolce, non venne buono lo ammetto, ma per anni sono stata ricordata e appellata come colei che faceva i dolci 'duri come una mattonella'. Non so quanto possa aver influito su di me, ma già il fatto di portarlo come esempio vuol dire che è qualcosa che mi è rimasto dentro e, forse, inconsciamente si riaffaccia ogni volta che cucino. Non vuole essere una scusa per i miei piatti sbagliati :)  ma chi lo sa!
A parte questo esempio personale, mi sento veramente ciò che mi ha definito in passato e questo mi porta ad avere dubbi sulle mie qualità e possibilità.
Devo riuscire ad azzerare e a vedermi per quella che sono ora.
Tornando a Schopenhauer, vediamo i nostri limiti riflessi nel mondo e questo ci porta a limitare anche gli altri, quelli che hanno idee originali o fuori dal comune, teniamo presente che non sempre riusciamo a vedere oltre i nostri condizionamenti, mentali o culturali che siano.

giovedì 12 luglio 2018

Resto in ascolto

restainascolto

Ascolto, mi ascolto

e aspetto un segnale

un’indicazione

Qual è la mia strada?

Dove devo andare?

Quale sentiero devo percorrere?

Aspetto

con la speranza

di saper ascoltare.

Mi sento così, mi ripeto: mi fido e mi affido. 

Mi sembra di non riuscire a venir fuori dalla stessa situazione, 

non vedo sbocchi, non vedo soluzioni ed è su queste che voglio focalizzarmi.

Guardare il problema non porta a nulla. 

Ma come si fa a guardare oltre se oltre sembra esserci il vuoto?

domenica 8 luglio 2018

Prendersi cura di se



Prendermi cura di me non è stato facile.
Ancora oggi ho difficoltà.
C’è questo strano preconcetto che prendersi cura di se stessi equivale ad essere egoisti, che mettersi in primo piano voglia dire non amare il prossimo.
Non è così.
Darci amore significa divenire più disponibili verso gli altri, significa apprezzarsi, stare bene, imparare a conoscersi. 
Come possiamo dedicarci agli altri se prima non conosciamo noi stessi?
Ci guardiamo allo specchio e non ci piacciamo, ripensiamo ad un evento e ci odiamo per come ci siamo comportati, mangiamo fino a farci del male, beviamo fino a stordirci…
Perché? Dobbiamo imparare a stare bene con noi stessi, siamo i nostri peggiori nemici, spesso i peggiori critici. Ad un amico nella nostra stessa situazione gli diremo di andare avanti, che è in gamba, che è forte. Quando poi osserviamo noi stessi ci ricopriamo di commenti negativi e, a volte, cattivi.
Amiamoci di più, accettiamoci con le nostre debolezze, miglioriamoci, solo così crescerà la nostra autostima e saremo in grado di perdonarci e di andare avanti più forti che mai.
“Solo dopo aver accettato i nostri limiti siamo in grado di superarli.”
B. Francis.

mercoledì 18 aprile 2018

Mi peso o non mi peso?



Ho avuto la bruttissima idea di pesarmi, avevo deciso di non farlo più, tanto l'avevo capito di non aver perso nulla...e così è stato, solo che leggere quel numero mi ha buttato giú. 

In realtà dal 2015 (anno dell'ultima dieta) non sono più riuscita a seguire un regime alimentare ristretto e solo ora comprendo il perchè.


Lo stare a dieta lo sto vivendo come una costrizione, pensare alle dosi, a mangiare solo determinate cose...Non è ciò che voglio, anche in questo sento un richiamo verso la libertà.

Così ho deciso di affrontare il 'problema' da tutt'altro punto di vista: non pensare ai chili da perdere, ma pensare allo stare bene, a sentirmi in forma.


Così ho iniziato a togliere gli zuccheri, il frumento, i latticini, ma solo perchè ascoltandomi ho capito che questi alimenti mi stavano facendo male: mal di testa, gonfiori, stomaco bloccato.


Mi sono chiesta: perchè devo stare male? 

Perchè invece di darmi quella soddisfazione di un momento, non mi soffermo a pensare alla soddisfazione di quando mi sento bene col mio corpo, col mio peso.

 Quella sensazione dei pantaloni un pò lenti, dell'accavallare le gambe senza sentirsi un salsiciotto, di piegarsi per prendere qualcosa senza dover poi rischiare di crollare per terra. 

Per non parlare di quanto sia bello ed energico svegliarsi senza mal di testa, di quanto sia piacevole non sentirsi gonfia, di quanto sia gratificante sapere di star facendo qualcosa per se stessi, qualcosa di buono.


Così, anche grazie a dei corsi che sto seguendo, ho iniziato ad aggiungere 10' di ginnastica tutte le mattine ( lo so è poca, ma tra tutte i cambiamenti di abitudini fatti non sono ancora riuscita ad inserire più allenamento), a bere di più e almeno 8000 passi al giorno. Tutto molto lentamente, rispettando i miei tempi.


Stamattina ho deciso di mettere tutto nero su bianco e di confrontarmi con chi vorrà, perchè mi serve per riflettere. 

Inizialmente mi ero fissata su un peso che avrei voluto raggiungere, non solo per bellezza, ma perchè sentivo che sarebbe stato il peso giusto per me e per la mia altezza.

Ho passato una vita a fossilizzarmi su quello, perchè questo mi avevano insegnato sin da piccola, da quando inizia la prima dieta, credo verso i 10 anni o giù di lì. 

Adesso ho compreso che è necessario, non tanto dimagrire, quanto mangiare e vivere in modo sano. Ed è quello che sto cercando di fare, mettendo da parte l'ansia da peso.


Non è facile, ma è possibile. 


Che il sovrappeso ci sia è indubbio, ma non voglio fare diete drastiche per perdere velocemente o anche piano, ma poi recuperare tutto o di più! Preferisco imparare a prendermi cura di me, perchè si arriva ad un risultato più ottimale se le cose si fanno pian piano, modificando le proprie abitudini, ma modificarle perchè si sceglie di farlo, non perchè lo dice qualcun altro. 

Gli insegnamenti nella vita vengono da ciò che si prova e si sceglie, dalle decisioni prese, non dai consigli che ti danno altri.

Così anche per l'alimentazione, le regole si conoscono, i modi pure, ma bisogna assimilarli, sentirli, viverli come propri, altrimenti una volta arrivati all'obiettivo le vecchie abitudine ti aspettano al varco, pronte a prendere di nuovo possesso di te. 


lunedì 16 aprile 2018

Momenti di pausa

Ieri non ho scritto il mio diario.
E' strana la sensazione che mi prende, perchè appena mi dimentico una delle mie nuove abitudini, ecco arrivare la paura!
Paura di star per tornare sulla vecchia strada, quella che ho messo anni a capire non facesse per me. E mi dico: Eccolo lì, adesso torno ad essere la vecchia me!
 Si perchè lei è dietro di me, è onnipresente, una figura strana che sta lì come per dire: vediamo quando finisce sta pagliacciata e mi fai tornare..
Io non voglio, non voglio che torni, voglio essere libera, non voglio la monotonia dei giorni sempre uguali, del vuoto senza futuro, dell'annaspare tra la piattezza delle giornate..
Voglio sapere di avere qualcosa da fare, sapere che posso migliorare, sapere di non avere un futuro scritto. Voglio capire quale sia la vera me, quella senza preconcetti, senza condizionamenti, senza paure, quella libera di essere ciò che vuole.

Siamo quello che pensiamo 
Tutto ciò che siamo nasce con i nostri pensieri
Noi creiamo il nostro mondo.
 Buddha 
Dove mi hanno portato le mie convinzioni?
Cosa non mi permette di cambiarle?
Queste convinzioni rappresentano davvero me?
Se non ci fossero, come sarei? Cosa farei?

Decido di non credere più alle vecchie limitazioni o mancanze.
Adesso scelgo di iniziare a vedermi così come mi vede l'Universo:
PERFETTA
INTEGRA
COMPLETA!
 Louise L. Hay
Il cambiamento di ognuno di noi è fattibile, che poi non lo definsico neanche un cambiamento, ma solo un far venire fuori ciò che siamo realmente, ciò che è sotto strati di anni di credenze, quelle credenze dovute agli insegnamenti dei nostri genitori, degli insegnanti, delle nostre paure, dei nostri dubbi.
IO POSSO!
Devo solo mettere in pratica nuove abitudini, passo dopo passo...


mercoledì 21 marzo 2018

Che cosa accadrà se realizzerò i miei obiettivi?

Che cosa accadrà se realizzerò i miei obiettivi?
Chi ha intrapreso un cammino di crescita come me non può non porsi questa domanda.
Qualcuno direbbe: la domanda nasce spontanea. e si, perchè quando ti trovi a voler cambiare hai da una parte la voglia, l'entusiasmo, le belle cose che ti aspettano...ma dall'altro hai la paura, l'ansia, il DUBBIO!! E poi non scordiamoci le abitudini!
Cambiare le abitudini è quello che più spaventa secondo me, lasciare la sicurezza, la propria zona di confort per intraprendere un viaggio che..boh..varrà la pena fare? Varrà lo sforzo?

Ed ecco allora la domanda fatidica: Che cosa accadrà se realizzerò i miei obiettivi?

Occorre fare una bella lista delle cose che potremo 'guadagnare' se ci facciamo strada nel cambiamento, se tentiamo di modificare la nostra situazione, cosa accadrà?

Io la mia bella lista l'ho fatta, anzi a dire il vero ne ho fatte 2, c'è anche quella dove mi chiedo: Dove sono ora? Una bella descrizione della mia vita attuale, con le cose che mi piacciono e quelle che non mi piacciono.
E dopo averle scritte, vuoi vedere che come me pensi che tentare di cambiare forse valga la pena?? 😉

Che cosa accadrà se realizzerò i miei obiettivi?
1. Ritrovare o trovare me stessa, quella che vorrei essere, ma che per 3000 motivi non sono.
2. Realizzare il sogno di viaggiare: il giro delle capitali Europee per esempio.
3. Poter essere d'aiuto agli altri seguendoli nella loro crescita, anche solo tramite il mio esempio.
4. Quindi essere un esempio per gli altri e soprattutto per la mia famiglia.
5. Trovare l'equilibrio mentale e fisico.
6. Guadagnare in autostima
7. Aumentare la sicurezza.....

e poi continua, ma diventa più personale 😉
Questo è un esempio, ma posso dire che scrivere tutto non è da sottovalutare: diario, pensieri, appunti, blog, perchè no! Tutto aiuta, dà più concentrazione, dedichi pochi minuti a te stesso, ma ne guadagni in conoscenza, si imparano molte cose su stessi. Ad esempio: Scrivere 10 cose che ti piacciono di te! aiuta a capire che poi così tanto malaccio non siamo!!! 😁




venerdì 16 marzo 2018

Di cosa sono grata oggi.


  1.  Sono grata di aver intrapreso un cammino di cambiamento e crescita.
  2. Sono grata per essere una persona positiva
  3. Sono grata di avere tanta forza dentro di me
  4. Sono grata per la mia famiglia
  5. Sono grata di non essere sola
  6. Sono grata per riaver rielaborato e, in gran parte, superato il mio passato.
  7. Sono grata di respirare
  8. Sono grata perchè ho ripreso a leggere costantemente
  9. Sono grata perchè ho questo spazio per esprimermi
  10. Sono grata per aver deciso di prendere 2 gatti
  11. Sono grata per le amicizie che ho e quelle nuove che sto coltivando
  12. Sono grata per il silenzio che c'è in questo momento, il silenzio mi piace, mi permette di stare con me e cogliere l'attimo.
  13. Sono grata alla meditazione che mi dà tranquillità e nuovi spunti su cui riflettere
  14. Sono grata a me stessa perchè sorrido il più possibile
  15. Sono grata per i bellissimi Natali passati durante l'infanzia
  16. Sono grata a chi si è allontanato da me permettendomi di crescere
  17. Sono grata a chi mi vuole bene
  18. Sono grata del tempo che posso passare con le mie figlie.
  19. Sono grata delle intuizioni che ho avuto e che verranno
  20. Sono grata di star capendo quanto valgo 


Perchè parlar male di qualcuno alle sue spalle?


In un mondo idilliaco non esisterebbero i pettegolezzi, credo siano la cosa più brutta, più deleteria che esista. E' una mancanza di rispetto, è negare la libertà altrui. Nel nostro tempo siamo sopraffatti dall'incoerenza, ci arrabbiamo se qualcuno parla alle nostre spalle, ma non ci creiamo problemi nel farlo a nostra volta. Da un po' di tempo ho smesso di ascoltare chi parla male degli altri, chi giudica il comportamento altrui, elevandosi su un piedistallo come se non avesse mai commesso errori. Credo molto nell'empatia e penso che sia compito di ognuno di noi mettersi nei panni altrui, perchè 'gli altri' vanno compresi non giudicati. (Put yourself in my shoes) si tende sempre di più ad elevarci come giudici del mondo intero: 'ha sbagliato' 'io avrei fatto' 'io avrei detto' In realtà se ci mettessi nei panni altrui ci comporteremmo esattamente nella stessa maniera, perchè avremo il suo bagaglio emotivo e di esperienze. Per questo non possiamo giudicare, perchè ognuno di noi è diverso.

Questo racconto scritto da Dan Millman (ma attribuito a Socrate) lo voglio fare mio, lo trovo illuminante e vi invito a rifletterci un attimo.

Nell’antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza.
Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:
– Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?
– Un momento – rispose Socrate. – Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.
– I tre setacci?
– Ma sì, – continuò Socrate. – Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?
– No… ne ho solo sentito parlare…
– Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?
– Ah no! Al contrario…
– Dunque, – continuò Socrate, – vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. E’ utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?
– No, davvero.
– Allora, – concluse Socrate, – quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?


Tutti i libri di Dan Millman
Scoprilo sul Giardino dei Libri

giovedì 1 marzo 2018

La Primavera della vita


Il freddo sembra allontanarsi.
Da domani sarà un ricordo e potremo far entrare nelle nostre vite, la rinascita della Primavera.
Chissà se sarà un risveglio per tutti, se le nostre anime fioriranno. Sarebbe bello un risveglio generale, dell'umanità. Ma forse sta già accadendo, solo che non ce ne rendiamo conto perché le anime serene fanno meno "rumore" Delle anime inquiete. Quest'ultime sbraitano, si innervosiscono, si lamentano, inveiscono...Le altre no, non ne hanno bisogno perché già hanno trovato ciò di cui hanno bisogno....dentro di loro.


The Secret di Ronda Byrne
Ordinalo sul Giardino dei Libri

venerdì 16 febbraio 2018

Accetta te stesso così come sei

“Accetta te stesso così come sei ed avrai messo a tacere il più severo dei giudici.”
Alejandro Jodorowsky
8326d432e1ece82c3047617119eed0c3
Siamo i maggior critici di noi stessi. Siamo sempre pronti a giudicarci, a ferirci rivolgendoci commenti che probabilmente non rivolgeremmo mai ad un amico. Ma con noi stessi no, siamo spesso cattivi. E non è un fatto di volersi migliorare, magari fosse quello, spesso è proprio un giudizio, come se fossimo sempre sotto esame con noi stessi. Abbiamo delle aspettative che non abbiamo con nessun altro, ci aspettiamo da noi stessi un comportamento rigoroso, preciso. Siamo pronti a prenderci a male parole se non ci comportiamo perfettamente.
Questo non è amore, è pretendere l’impossibile!
Spesso accettiamo che anche gli altri giudichino i nostri comportamenti o, peggio,  cerchiamo di non ferire le aspettative altrui. Ieri mi sono  posta questa domanda: ma io chi sono? Cosa voglio?
Perché mi ritrovo a non dare valore a ciò in cui credo?  Perché ritengo che le idee altrui siano migliori delle mie? Perché non mi prendo sul serio? Perché non resto concentrata su di me, invece di pensare a cosa gli altri si aspettino che io faccia?
Non piango ai funerali, o almeno, non sempre. Magari sorrido. Perché devo giustificarmi per questo? Perché devo fare uno sforzo per apparire come gli altri si aspettano che io mi comporti?
Voglio essere me stessa.
Voglio dire ciò che penso.
Voglio apparire per quella che sono.
Voglio svegliarmi la mattina pensando solo aciò che di bello mi accadrà.
Voglio trattarmi per quella che sento di essere.
Voglio rispettarmi, aspettare i miei tempi, accettare le mie debolezze, gioire delle mie conquiste…Voglio crescere, rispettarmi ed amarmi. Da oggi VOGLIO!!!
Se ti accetto come sei, ti renderò peggiore; comunque, se ti tratto come se tu fossi ciò che sei capace di essere, ti aiuterò a diventarlo.

J.W.Goethe



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...