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lunedì 29 marzo 2010

Jeremy Rifkin a Parla con me: Siamo Empatici?



giovedì 16 aprile 2009

Sogniamo e tutto si avvererà!

L'immaginazione aiuta a raggiungere gli obiettiviDa Martin Luther King, al Mahatma Gandhi, a John Lennon, grazie all’immaginazione i cosiddetti sognatori hanno una marcia in più. Lo hanno scoperto i ricercatori della Washington University (Usa), convinti che proprio l’immaginazione regali alle persone una spinta per raggiungere i propri obiettivi. Secondo gli psicologi Christopher Davoli e Richard Abrams, autori di una ricerca pubblicata su “Psychological Science”, chiudere gli occhi e immaginare noi stessi mentre superiamo un esame o concludiamo brillantemente un discorso, ci aiuta più di quanto non pensiamo a raggiungere quella meta.

I ricercatori hanno sottoposto un gruppo di studenti a un test: dovevano riconoscere su uno schermo alcune lettere, mescolate ad altre per creare confusione, e identificarle il prima possibile premendo un pulsante. Nel frattempo i ricercatori hanno chiesto ai ragazzi di immaginare se stessi mentre operavano sul display dello schermo con tutte e due le mani, oppure le tenevano dietro la schiena (non dovevano assumere queste posizioni, ma semplicemente immaginarle).

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Ebbene, il risultato ha mostrato che il solo fatto di immaginare una posizione, può avere un effetto simile al quello che si avrebbe assumendola davvero.

In pratica, i ricercatori hanno visto che il gruppo che immaginava di avere le mani sul monitor ha passato più tempo a cercare lo schermo. Dal momento che ricerche precedenti hanno mostrato che passiamo più tempo a guardare le cose che sono più vicine alle nostre mani (di solito più importanti rispetto a quelle lontane), questo studio per la prima volta suggerisce che «basta immaginare che qualcosa sia a portata di mano, per indurci a prestarvi più attenzione», spiegano gli studiosi.

Insomma il nostro spazio peripersonale (l’area che circonda il nostro corpo), può essere esteso anche a quello che ospita le nostre posture immaginarie. E secondo gli psicologi Usa questo meccanismo può aiutarci a compiere particolari azioni al meglio. Insomma, la ricerca conferma «un’idea che è stata a lungo esposta dai motivatori, dagli psicologi dello sport e da John Lennon: l’immaginazione ha la straordinaria capacità di plasmare la realtà», concludono i ricercatori.

sabato 11 aprile 2009

Il nostro potere: la nostra paura più profonda

Occorre distinguere con chiarezza il potere personale che arricchisce l'individuo e gli permette di realizzare i suoi obiettivi, dall'attitudine a usare il potere, in forma distorta, come difesa e soluzione ai problemi della vita.

a cura di Daniela Gentile

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda è di essere potenti al di là di ogni misura.
E' la nostra luce, non la nostra oscurità a terrorizzarci maggiormente.
Noi ci chiediamo: chi sono io per essere così brillante, stupendo,
pieno di talenti e favoloso?
In realtà, chi sei tu per non esserlo?
Tu sei un figlio di Dio. Il tuo giocare in piccolo non serve al mondo.
Non c'è niente di illuminato nel ridursi
perché gli altri non si sentano insicuri intorno a te.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi.
Essa non è in alcuni: è in tutti!
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsciamente
diamo agli altri il permesso di fare la stessa cosa.
Nel momento stesso in cui siamo liberi dalle nostre paure,
la nostra presenza libera automaticamente gli altri.
Nelson Mandela


Nell'articolo pubblicato nel numero di settembre (vedi Il male e l'ombra, Aam Terra Nuova n. 132) avevo sottolineato come la tendenza a proiettare le nostre ombre (cioè le parti negative che ci appartengono) sugli altri, indeboliscono il nostro potere personale. In realtà, ogni attitudine che genera dipendenza, che ci mette fuori dalla padronanza di noi stessi, che attribuisce all'esterno la colpa o il merito dei nostri stati d'animo, ci toglie un poco del nostro potere personale. Ci fa sentire in balia degli eventi, o degli altri, o del destino, spostando il baricentro della nostra vita pericolosamente all'esterno.
Se immaginiamo una persona di potere, la vediamo solidamente centrata su se stessa, tranquilla, sicura di sé. La sua energia è alta, fluida e le azioni sono misurate e decise, espressione diretta della volontà e della sua visione della vita.
Eva Pierrakos (Il Sentiero del risveglio interiore, ed. Crisalide) distingue la volontà interiore da quella esteriore. La prima proviene dal plesso solare ed è una forza pura che esprime il suo potere affermandosi sulla realtà esterna con calma e decisione. Purtroppo è spesso ostacolata da idee preconcette, malintesi e dubbi che la nostra mente produce nel tentativo di controllare la propria vita e quella degli altri, evitando di attraversare il dolore e la paura connessi intimamente al mestiere di vivere.
Allora si afferma la volontà esteriore, che è impaziente, frenetica e rigida, che muove dalla nostra mente razionale e che spinge a tutti i costi verso una soluzione, con orgoglio e arroganza.



IL FALSO POTERE
Occorre identificare con chiarezza il potere personale che arricchisce l'individuo e gli permette di realizzare i suoi obiettivi, dall'attitudine a usare il potere come difesa e soluzione ai problemi della vita.
Molte persone credono che esercitare il proprio potere ed essere indipendenti dagli altri rappresenti un modo per risolvere tutte le situazioni. Il Sentiero considera questa convinzione nient'altro che una pseudosoluzione, tipica del bambino che, per sentirsi al sicuro, tende a diventare forte e invulnerabile, in modo da non essere attaccabile e non soffrire. In questo modo, egli non fa altro che reprimere le sue emozioni, specie quelle tenere, la cui espressione metterebbe a nudo il bisogno di calore e di contatto, esponendolo al rischio di essere ferito.
Un tipo di difesa analogo si ritrova spesso anche in alcuni adulti. Si tratta di individui caratterizzati spesso da carattere competitivo e aggressivo che si sentono speciali e nel diritto di affermare se stessi prima di tutto e su tutti, i quali per ottenere potere svilupperanno dunque un atteggiamento egoistico.
Un atteggiamento opposto avranno coloro che scelgono la pseudosoluzione dell'amore. Costoro, per essere approvati saranno sempre generosi e altruisti.
C'è chi poi sceglie la terza pseudosoluzione: la serenità.

http://www.aamterranuova.it/default.asp
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